SLOW FOOD: BILANCIO 2022 E NUOVI PROGETTI

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Uno sguardo al mondo Slow Food in compagnia di Barbara Nappini, Presidente Nazionale di Slow Food Italia.

Quali sono state le novità che hanno visto protagonista Slow Food in questo 2022?  

Uno dei cardini principali del mio mandato è stato fin da subito quello di ripartire dai contenuti: parlare di cibo significa aprirsi a qualsiasi ambito e disciplina, dal momento che esso interessa otto miliardi di persone e interseca tutti gli aspetti dell’umanità.  

In particolare, ci siamo concentrati sull’aspetto della trasversalità e dei diritti umani: al nostro storico slogan “cibo buono, pulito e giusto” abbiamo voluto aggiungere “per tutti”, sottolineando così un netto cambio di prospettiva.  

Ci siamo poi occupati di “food policy”, ovvero delle politiche alimentari del cibo, e di “ristorazione collettiva”, in particolar modo di quella scolastica. Abbiamo inoltre lavorato sul fronte migrazione, con un occhio di riguardo verso la drammatica condizione di sfruttamento femminile nell’ambito del caporalato.  

Sotto il profilo istituzionale, mi piace ricordare questo 2022 per tre tappe fondamentali che hanno caratterizzato la politica italiana: la prima, avvenuta lo scorso febbraio, ha visto l’introduzione della parola “biodiversità” in Costituzione. La seconda riguarda l’approvazione del disegno di legge sull’agricoltura biologica, una battaglia che ha visto Slow Food sempre in prima linea. La terza e ultima tappa è stata l’istituzione del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare. 

Quali sono le modalità e i mezzi a disposizione di un cittadino per avvicinarsi al mondo Slow Food?  

Slow Food è un’associazione internazionale presente in 150 paesi nel mondo. In Italia può contare su ventimila soci, i quali sono i primi attivisti dell’associazione perché permettono a Slow Food di esistere in tutte le sue articolazioni. Sul sito di Slow Food, entrando nella sezione “dove siamo”, è possibile trovare il gruppo territoriale più vicino a sé e capire che tipo di attività si svolgono sul territorio. Inoltre, cliccando su “Join Us”, ci si può associare a Slow Food e diventare attivisti nella maniera più semplice e immediata. 

Dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030 è uno degli Obiettivi Onu. Quali azioni compie Slow Food in questa direzione?  

Innanzitutto, ci tengo a dire che Slow Food ne parla: può sembrare una banalità ma non lo è, soprattutto perché è difficile sentire parlare di spreco in una cornice globale e con onestà. Il tema dello spreco è intrinsecamente legato a quello della fame: il pianeta, in questo momento, produce molto più cibo del necessario e un terzo del cibo che viene prodotto a livello planetario viene sprecato. Nel 2022 si muore di fame per povertà, non per scarsità: una verità tanto cruda quanto necessaria da riconoscere perché parlarne è il primo passo per trovare soluzioni concrete.  

Il tema dello spreco attraversa tutti i nostri progetti: dagli orti botanici, dove educhiamo i bambini a vedere lo scarto come nuova risorsa, al progetto “pensa che mensa” attraverso il quale si mettono in evidenza le buone pratiche per una mensa scolastica sostenibile e di qualità, fino ad arrivare al libro “a tavola senza sprechi” e all’istituzione del “World Disco Soup Day”, giornata contro lo spreco alimentare ideata dalla nostra Rete Giovani che si festeggia il 28 aprile di ogni anno. 

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