LE ORIGINI DELLA BIRRA

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Diego Bernori, Beersommelier diplomato alla Doemens Akademie di Monaco di Baviera, in procinto di ottenere il titolo di Master of Beer, qualifica detenuta in Italia da soli due esperti del settore, ci racconta la storia e le origini della birra.


La storia ci insegna che la fermentazione spontanea di succhi di frutta e altri alimenti zuccherini sia stata scoperta per casualità, dando come risultato una fermentazione alcolica causata da lieviti naturali presenti nell’aria. Da ciò si deduce che la birra non è stata la prima bevanda alcolica. Indubbiamente, i nostri antenati conoscevano l’effetto rilassante ed eccitante di queste bevande e cercarono di riprodurre questa “magia” anche con altri ingredienti. 

In Mesopotamia, ai confini con l’odierna Turchia, nacquero due storie parallele, quella della birra e del vino. Esistono delle testimonianze ritrovate in tavolette risalenti a circa 6000 anni or sono della produzione di “birra” presso i Sumeri. Naturalmente, la chiamiamo birra ma era una bevanda derivata dalla fermentazione casuale di qualche cereale lasciato in ammollo, probabilmente frumento od orzo, ma anche pane cotto sbriciolato prima di essere inumidito. I Sumeri sono quindi molto probabilmente la prima popolazione civilizzata a produrre una bevanda simile alla birra, che veniva offerta anche agli Dei, considerandola quindi “bevanda sacra”. La chiamavano “Se-bar-bi-sag”, “l’acqua che fa vedere chiaro”.  

Dopo la caduta dei Sumeri subentrarono in quelle zone gli Assiro-babilonesi, ereditando quindi anche la produzione della birra, sotto le rigide regole del Re Hammurabi.  

Circa 5000 anni fa anche in Egitto si produceva birra: il procedimento era simile a quello dei Babilonesi ma più preciso e le quantità erano enormi. La bevanda era usata sia per il consumo quotidiano, sia come salario per gli schiavi, oltre che per scopi religiosi. 

Nella Grecia Antica, 2900 anni fa la birra era prodotta dalle donne e utilizzata per scopi religiosi. Da questo momento in poi, la figura della donna e della religione in ambito birrario divennero sempre più significative in tutta Europa. 

Nel 900 a.C. gli Etruschi, antecedenti ai Romani, usavano consumare birra, probabilmente conosciuta dai popoli Celtici del Nord che già allora erano soliti conservare il loro nettare in botti di legno. 

Per i Romani, come per i Greci, la birra era considerata un prodotto minore rispetto al nobile vino, anche se fra le truppe era la bevanda preferita. I ricchi romani dicevano che il vino aveva il sapore del nettare, mentre la birra quello di caprone, questo perché la produzione era sporcata dai lieviti selvaggi e dai batteri, i quali trasmettevano cattivi sentori.  

Durante il Medioevo entrarono in gioco i Monasteri, con le loro tecniche di produzione finalmente codificate dalla scrittura. La birra iniziava a essere sempre più consumata dal popolo perché più sicura dell’acqua che, essendo priva di alcol, poteva infettarsi e causare problemi di salute. È da menzionare il Monastero Benedettino di Weihenstephan, in Baviera, dove nel 768 d.C. si produceva birra, tutt’oggi in attività. Questa è la fabbrica di birra più antica al mondo. Nel 529 d.c. a Montecassino c’era un sito di produzione che è da considerarsi la prima abbazia italiana a produrre birra. 

La Gran Bretagna e l’Irlanda impararono a conoscere la birra grazie ai Celti. Successivamente, nel corso dei secoli svilupparono i propri stili. 

Nel 1516 i Duchi Guglielmo IV e Ludovico X emanarono l’Editto di Purezza, la legge alimentare più antica al mondo, secondo la quale si poteva produrre birra solamente con acqua, orzo e luppolo. Successivamente vennero aggiunti i lieviti e il frumento. 

Nel 1895, Gabriel Sedlmayr della Spaten di Monaco di Baviera lanciò sul mercato la prima Helles, una birra chiara, color oro, limpida e con una bella corona di schiuma.  

Dagli anni ‘90 è esploso in boom dei piccoli birrifici italiani, seguendo la moda nata negli USA. La birra si conferma tutt’oggi un prodotto di largo consumo e di diffusione popolare. 

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