LA VOCE DEGLI IMPRENDITORI

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Intervista a Riccardo Franco, delegato provinciale Coldiretti Giovani Impresa di Verona. 

Che cos’è e di cosa si occupa Giovani Impresa? 

Giovani Impresa è un ramo di Coldiretti del quale fanno parte i giovani imprenditori agricoli under 30, nato per offrire un percorso formativo ai dirigenti del futuro che andranno a costituire l’apparato amministrativo di Coldiretti e per offrire un continuo aggiornamento sulle nuove frontiere dell’agricoltura.  

Qual è stato il percorso di crescita che l’ha portata a ricoprire il ruolo di delegato provinciale? 

Sono entrato in Giovani Impresa quando ancora frequentavo l’istituto di agraria, iniziando fin da subito a partecipare a corsi di formazione e incontri per conoscere i giovani imprenditori del territorio e fare squadra. Terminati gli studi, ho creato la mia azienda agricola. Durante questo percorso, sono stato nominato delegato di sezione di San Bonifacio e a Soave, entrando così nel comitato provinciale. L’anno scorso è avvenuto il rinnovo della carica e sono diventato delegato provinciale.  

Perché è una sfida riuscire a creare una squadra di giovani imprenditori? 

Per rispondere a questa domanda è necessario fare un passo indietro e prendere in considerazione la criticità del periodo storico che stiamo attraversando nel settore agricolo: se già ci si trovava in difficoltà a superare le problematiche legate alla pandemia di Covid-19, lo scoppio del conflitto in Ucraina ha aggiunto ulteriori difficoltà, in particolare mi riferisco al settore ortofrutticolo dove i prezzi di vendita sono sotto i costi di produzione. Nonostante le criticità, sono tanti i giovani che hanno voglia di darsi da fare in agricoltura, una generazione molto formata che risponde all’esigenza di avere un’agricoltura sempre più tecnologica e avanzata. Servono giovani sempre più formati e appassionati! 

Cosa accomuna i giovani imprenditori veronesi? 

Una forte passione per l’agricoltura e per il territorio: questo è il requisito di partenza fondamentale per fare squadra fra noi giovani. È importante essere consapevoli che esistono delle responsabilità da affrontare, senza però dimenticare la giovane età del gruppo (si va dai 18 ai 30 anni) e il bisogno di vivere anche dei momenti di spensieratezza. Chi inizia questo percorso deve essere accompagnato e sostenuto da chi ha più esperienza alle spalle. È un dare e avere reciproco.  

Confronto generazionale: come affrontarlo? 

Il punto di forza delle nuove generazioni è la maggior velocità nel recepire e abbracciare le nuove frontiere dell’agricoltura, che spaziano dai sistemi robotizzati alla guida satellitare, tutta una serie di nuove tecnologie che ci aiutano quotidianamente nel nostro lavoro. Il ricambio generazionale è un’altra questione delicata del nostro settore: non sempre, infatti, chi ha più esperienza è disposto a lasciare spazio e dare fiducia ai più giovani. È necessario acquisire sempre più fiducia e competenze e questo può avvenire soltanto attraverso percorsi di alta formazione e aggiornamento continuo.  

Come vede il futuro dell’agricoltura? 

Se proietto il mio sguardo al futuro, voglio immaginare e sperare di arrivare ad avere un settore agricolo più stimolante e gratificante sia dal punto di vista umano che di guadagno. Questa mia speranza è anche una convinzione dal momento che rappresentiamo il settore trainante sia a livello nazionale che europeo. Non sarà facile ma Coldiretti c’è e continua a credere fortemente in questo percorso di crescita.  

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