FINANZA IN PILLOLE

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Sono giorni di grande preoccupazione, con mercati obbligazionari e azionari in fase ribassista, in conseguenza del conflitto Russia/Ucraina e delle tensioni inflazionistiche in atto. In questo contesto, ho avuto modo di assistere all’ultimo Mediolanum Market Forum, intitolato Uno Sguardo al Futuro. 

Il messaggio chiaro e semplice lanciato da Stefano Volpato, Direttore Commerciale di Banca Mediolanum, si basa su quattro punti importantissimi per poter gestire al meglio i risparmi destinati alle esigenze di medio e lungo termine. 

La prima certezza, che viene evidenziata, riguarda il fatto che niente e nessuno è in grado di fermare il ProgressoSe pensiamo agli anni ’70-’80, come eravamo vestiti, come comunicavamo, quale tecnologia era disponibile, che auto usavamo, come erano le nostre case, comprendiamo quale abisso ci sia rispetto ad oggi. 

Il Progresso, negli ultimi cinquant’anni, è avvenuto attraversando situazioni davvero molto difficili, come la crisi energetica del ’73, la guerra del Golfo del ’90, gli attacchi terroristici delle Torri Gemelle del 2001, la crisi finanziaria mondiale del periodo 2007/2009 con il fallimento di Lehman Brothers, la crisi dell’Euro, della Grecia, la Brexit, sino ad arrivare alla pandemia del 2020 e alla guerra Russia-Ucraina di questo momento. 

Eppure, dal 1960 al 2021, il PIL mondiale, al netto dell’inflazione, è passato da 10.871 miliardi a 86.653.

La conclusione a cui si può giungere è che l’Economia, che è il posto in cui Progresso si realizza, è un “camaleonte” che si adatta a qualsiasi tipo di situazione.

La seconda considerazione riguarda i Mercati Azionari che rappresentano l’Economia Reale, i quali sono la macchina straordinariamente più capace di produrre ricchezza.

La terza considerazione, naturale conseguenza di quanto detto prima, ci porta a dire che a qualsiasi prezzo si sia entrati sui mercati diversificati mondiali, anche ai massimi nel caso più sfortunato, rimanendo investiti il tempo sufficiente si otterranno inevitabilmente risultati positiviDi conseguenza, la quarta riflessione consiste nel considerare ogni discesa significativa dei mercati, dovuta alle oscillazioni degli stessi, come una straordinaria opportunità di realizzare profitti futuri 

La volatilità costituisce il principale fattore incrementale di rendimento dei nostri investimenti. Ebbene, investendo non sui minimi ma in situazioni analoghe a quella che stiamo attraversando, i risultati negli anni successivi sono stati estremamente interessanti: 

+14% dopo un anno;

+21% dopo 2 anni;

+28% dopo 3 anni;

54% dopo 5 anni;

166% dopo 10 anni.

In una situazione come quella attuale, lasciare i risparmi dormienti in conto corrente, come in gran parte degli Italiani stanno facendo, rappresenta una perdita certa.

Infatti, l’inflazione, in maniera invisibile, riduce del 6/7% il valore dei nostri risparmi, che con fatica sono stati accantonati, rendendo necessario prendere delle scelte di investimento per non vanificare gli sforzi fatti. 

La bella notizia è che possiamo oggi investire, facendo “lavorare per noi” il denaro accantonato, a livelli di ingresso sui mercati legati all’Economia Reale che possiamo definire “a sconto”.

 

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