CONFCOMMERCIO VERONA: VERSO NUOVI PROGETTI

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“Viviamo un periodo di grande fermento, di grandi criticità. Dopo la pandemia e l’invasione russa dell’Ucraina, è arrivata anche la crisi di Governo, ultimo tassello di un puzzle che tra effetto guerra, costi energetici e delle materie prime alle stelle, inflazione quasi in doppia cifra e crisi dei consumi, sta componendo un quadro di straordinaria complessità per l’economia e anche per il terziario di mercato”: ha esordito così il presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena in occasione dell’assemblea annuale dei soci dell’Associazione di martedì 26 giugno.  

“Si andrà alle urne il 25 settembre, ma intanto il Paese passerà l’estate nell’instabilità, con il rischio di pesanti ripercussioni a livello monetario e finanziario. Sullo sfondo c’è il conflitto nel cuore dell’Europa, che sta provocando una crudele e prolungata tragedia umanitaria con conseguenze su tutti i piani, da quello sociale a quello economico. Oltre al dramma umano, cui la nostra Confcommercio Verona ha voluto dare un piccolo ma significativo contributo donando un’ambulanza alla popolazione ucraina di Odessa, le ripercussioni per il Continente e per l’Italia già si fanno sentire: i mesi estivi si sono aperti all’insegna di un preoccupante clima d’incertezza. I mercati delle materie prime continuano ad essere attraversati da molteplici turbolenze, elemento che contribuisce a rendere pressoché impossibile l’individuazione della fine della fiammata inflazionistica che sta coinvolgendo tutte le principali economie”. 

A giugno l’inflazione ha raggiunto l’8%, un balzo che non si registrava addirittura dal gennaio 1986. E nei giorni scorsi la Bce ha rivisto al rialzo le aspettative di inflazione: per il 2022, 2023 e 2024 le nuove stime si attestano rispettivamente al 7,3%, 3,6% e 2,1%, ovvero in rialzo rispettivamente di 1,3, 1,2 e 0,2 punti percentuali rispetto al precedente round di indagine.  

 Sono state nel contempo riviste al ribasso le stime di crescita del Pil dell’area euro per il 2022 (a 2,8% da 2,9%) e per il 2023 (a 1,5% da 2,3%), mentre sono rimaste invariate le stime per il 2024 all’1,8%. 

“Il perdurare di questa situazione, con dinamiche dei prezzi particolarmente accentuate per molti beni e servizi per le quali le famiglie hanno margini limitati nella compressione dei relativi consumi, non potrà non influire sui comportamenti delle famiglie”, ha aggiunto Arena. “L’espansione della quota destinata alle spese obbligate, in un contesto di stagnazione o riduzione del reddito disponibile, è destinata a riflettersi sulla domanda di quella parte dei consumi liberi che, soprattutto per quanto attiene ai servizi, sono ben lontani dall’avere recuperato i livelli del 2019”.  

Pur minacciati dalle diverse emergenze in atto, ha proseguito il presidente di Confcommercio Verona, siamo in una fase di parziale ripresa per alcuni settori come il turismo: “Il settore ha vissuto una buona primavera e, grazie al traino della lirica e dei concerti in Arena, un inizio d’estate sostanzialmente positivo anche nella città capoluogo, mentre il lago di Garda corre veloce”.  

Ma attenzione: bisogna lavorare sodo e programmare il futuro. Ecco allora che in questo 2022 Confcommercio Verona ha prima costituito, insieme alla CAV, la società Verona Tourism SRL, col compito di commercializzare l’offerta turistica veronese, ed ha dato poi un contributo fondamentale alla costituzione ed al lancio di Destination Verona & Garda Foundation che, sotto il cappello della Camera di Commercio, si occuperà della promozione turistica dei nostri territori.  

La Fondazione, presieduta dal vicepresidente di Confcommercio Verona Paolo Artelio, è un modello preso ad esempio in regione e fuori. 

Bisogna muoversi, conquistare mercati e spazi, attirare nuovi turisti e clienti. Anche perché per recuperare i consumi del 2019, prima del Covid, ci vorrà tempo: secondo le previsioni più ottimistiche solo a fine 2023 si tornerà ai livelli pre-pandemici.  

Tra le note dolenti anche il problema occupazione, che sembra andare in direzioni opposte: il terziario di mercato, prima di questa crisi, assorbiva solo nella provincia di Verona oltre 160mila addetti. La pandemia ha bruciato decine di migliaia di posti di lavoro. 

Solo il turismo ha bisogno di oltre 350 mila occupati (220 mila la ristorazione). Con il paradosso che gli imprenditori sono pronti a ripartire, investire, crescere, rischiare, ma non trovano manodopera essenziale a sostenere questo scatto in avanti. 

Serve, per Confcommercio, un patto per rafforzare la partecipazione al mercato del lavoro, servono misure snelle per gli inserimenti, con una flessibilità governata e concertata. Urge puntare sulle competenze e sulla formazione come condizioni di buona occupazione. 

 

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