LE GUARNIZIONI DI UN DRINK: TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE

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La guarnizione è un ingrediente fortemente variabile, tutto dipende da quello che è il nostro obiettivo e da ciò che vogliamo offrire al cliente.

È oramai assodato che un’ottima guarnizione migliora non solo l’estetica ma anche il sapore del cocktail che andiamo a preparare.

Per mantenere la freschezza della frutta basterà preparare una quantità di guarnizioni sufficienti per la serata, calcolandone una parte in più per iniziare il servizio del giorno successivo. È importante ricordare che le guarnizioni in eccesso devono essere coperte, inserite in frigo ed utilizzate massimo entro le 24 ore.

Non tutti i cocktail prevedono una guarnizione e talvolta quelle che vediamo sono del tutto facoltative. Esistono infatti due categorie di guarnizioni:

  • le guarnizioni opzionali, le quali vengono abbinate ai drink esclusivamente per migliorarne l’estetica e sarà scelta del cliente decidere se assaggiarla o meno. In genere, questo tipo di guarnizione richiama gli ingredienti presenti nel cocktail. Per fare un esempio, una rondella di arancia disidratata in un Negroni oppure un triangolo di ananas in una Piña Colada.
  • le guarnizioni complementari: si parla di complementarità quando la guarnizione è parte integrante del cocktail e senza di essa il cocktail non risulterebbe completo e il gusto potrebbe essere alterato. Un esempio su tutti è la guarnizione del cocktail Americano: la scorza viene “spremuta” sopra al drink per far fuoriuscire gli olii essenziali. Nel mercato attuale stiamo assistendo ad un nuovo utilizzo delle scorze di agrumi che sempre più spesso vengono lavorate e utilizzate come guarnizioni.

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